precario
/pre·cà·rio/
aggettivo e sostantivo maschile
1.aggettivo
Contrassegnato da una provvisorietà costantemente minacciata dal sopraggiungere di eventi pericolosi o addirittura catastrofici.
2.aggettivo e sostantivo maschile
Dipendente assunto da un’impresa o dall’amministrazione pubblica con contratto a termine. Persona che lavora senza garanzie di stabilità e di continuità nel rapporto di lavoro.
Dal latino precarius “ottenuto con preghiere”, der. di prex precis ‘preghiera’ XVII secolo.

Precaria. Una parole, otto lettere, anni di umiliazioni. Fai quella telefonata. Scrivi la mail. Non so, inventati qualcosa, fai tu! Stampa il biglietto, corri in stazione, portamelo. Subito però! Ah, ricordati il convegno di giovedì. Tanto non avevi impegni. Giusto? Giusto. Gita alla Serenissima registrata in agenda.

Il treno attraversa lento la laguna di ghiaccio. A sinistra linea 2 per Rialto, passa ai minuti 8, 12, 20, 35.Sei euro un biglietto per due fermate. Non sento più le dita, le muffole sono piegate nel terzo cassetto del guardaroba.

Mano destra google maps, mano sinistra carta turistica. Mi scontro con un uomo banana. Certo, è pure carnevale. Chiquita mi domanda se mi sono persa. Sì, mi sono persa. No, non lo ammetterò mai di fronte a una banana. Venezia con tutte quelle piccole vie e ponti e troppa acqua. Non potrei mai viverci a Venezia.

Destinazione raggiunta, mi conferma google maps. Entro. Un esercito di derelitti marcia compatto. In sala conferenze prendo posto tra l’uomo Smartphone my love e Non sto dormento, è solo un attimo per riposare gli occhi. Non mi stupisco, è una donna sonnifero a impugnare il microfono. Ma, stoici, resistiamo tutti, lì in trepida attesa di quell’unico momento che, forse, darà un senso alla giornata: il rinfresco. Mani rugose, mani paffute, mani voluttuose, mani sudate, giù sul buffet in picchiata.